Le Seminariadi sono sicuramente uno degli appuntamenti più attesi da noi seminaristi del Minore. Si tratta di una giornata durante la quale le comunità giovanili dei Seminari del Veneto si riuniscono per gareggiare in competizioni di atletica e di calcio. Al di là della componente sportiva, che rimane comunque quella principale, le Seminariadi sono anche un'occasione durante la quale abbiamo l'opportunità di conoscere un po' più da vicino la realtà degli altri Seminari, magari scambiando qualche parola con i seminaristi avversari (solo nello sport) e così renderci conto che non siamo isolati. Infatti in un momento storico come quello attuale in cui le vocazioni al sacerdozio, o meglio le risposte alla chiamata, sono diminuite esponenzialmente e quindi anche il numero di seminaristi è molto basso, ci può accadere di sentirci soli, un può fuori dalla realtà del mondo, gli unici a condurre una vita così. Venendo a contatto con altri seminaristi, quindi, abbiamo la possibilità di riscoprirci parte di un gregge più ampio di quello diocesano e che, in ultima analisi, rientra a far parte della Chiesa universale. E' dunque questo il motivo più profondo che anima le Seminariadi.

La mattina del 13 maggio siamo quindi partiti per Treviso dove, dopo l'accoglienza e un breve momento di preghiera, ci siamo cimentati nelle discipline di atletica che avevamo scelto in precedenza. Nel pomeriggio, dopo un buon pranzo in Seminario, ci siamo affrontati nel torneo di calcio. Nel torneo, purtroppo, non siamo riusciti a conquistarci un posto d'onore ma siamo riusciti a portarci a casa ben 3 medaglie: un argento per Alecsandro nella resistenza, una medaglia di bronzo per Emanuele nel salto in alto e un altro argento, vinto da Emanuele, Alecsandro, Davide e me nella staffetta. Con queste vittorie, particolarmente preziose dal momento che la maggior parte degli altri Seminari sono più numerosi di noi, e con la felicità comunque derivante da una giornata passata nel divertimento sportivo sano e leale, abbiamo fatto ritorno a Vittorio Veneto e festeggiato con una pizza.

Enrico Teso
(L’Azione n°21  – domenica 22 maggio 2016)

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