Nella vita della Chiesa ci sono consuetudini, stili e linguaggi che cambiano nelle diverse epoche e nei diversi luoghi. Ci sono realtà che appartengono alla sua essenza e che non possono mancare. Tra queste c’è il servizio affidato dal Signore ai “ministri ordinati”: i diaconi, i preti e i vescovi. Vorrei qui richiamare l’attenzione della diocesi sulla cura per le vocazioni al ministero presbiterale. Il popolo di Dio ha bisogno di preti che, collaborando con il vescovo, presiedono l’Eucaristia, guidano le comunità parrocchiali, le sostengono con la preghiera e assicurano la comunione con quelle che le hanno precedute e con quelle che, sparse nel mondo, condividono la stessa fede e la stessa speranza.
È compito di tutti i battezzati pregare per le vocazioni al presbiterato, riconoscere, sostenere, incoraggiare coloro nei quali è presente un autentico desiderio di orientare tutta la vita a questo servizio nella Chiesa. Da secoli però esiste anche il Seminario, istituzione chiamata a curare direttamente i cammini di discernimento e di formazione dei futuri ministeri ordinati. Il Seminario diocesano è una casa. In questa casa vivono alcuni preti ai quali ho affidato il compito di coordinare e promuovere la cura per le vocazioni al presbiterato. A questa casa fanno riferimento tanti giovani in ricerca e i seminaristi che, nella varietà dei percorsi, si preparano a diventare preti per la nostra diocesi. In occasione della Giornata del Seminario mi permetto di sollecitare le parrocchie, le associazioni, i movimenti e ciascun membro della comunità a essere vicini con la preghiera e con il sostegno economico a questa casa, ai formatori, ai seminaristi. Grazie!
+ Riccardo Battocchio
(da L'Azione n° 46 di domenica 23 novembre 2025)














