
Eccoci ormai arrivati al termine del mese missionario straordinario voluto da Papa Francesco per “risvegliare la consapevolezza della missio ad gentes e riprendere con nuovo slancio la responsabilità dell’annuncio del Vangelo”. Un messaggio che il Papa ha lanciato alla Chiesa intera già con la Evangelii Gaudium (n. 5): “L’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa”. La missione, quindi, come essenziale alla vita della Chiesa. Non semplicemente una sua opera in aggiunta alle tante, ma la sua essenza, la sua ragion d’essere, conforme al dettato evangelico “andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). Non può esistere cristiano battezzato che non sia per sua natura missionario. Da qui lo slogan del mese missionario straordinario: “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Il mondo di ognuno di noi, quello che calpestiamo ogni giorno, che ci viene incontro, esigente e severo, in auto, in treno, in famiglia, in parrocchia, tra gli amici. Ovunque siamo in missione.













