
Era il 4 luglio 1926 quando mons. Eugenio Beccegato consacrava solennemente la cappella del Seminario vescovile di Vittorio Veneto, dedicandola al Sacratissimo Cuore di Gesù. A distanza di un secolo, sabato scorso, la comunità diocesana si è riunita attorno al vescovo Riccardo e all’équipe del Seminario per celebrare l’eucaristia in un luogo che ha segnato la formazione di centinaia di giovani e presbiteri.
Il rettore, don Paolo Astolfo, ha introdotto la celebrazione citando una nota preghiera di san Francesco d’Assisi che sottolinea la fede profonda nell’eucaristia e nella presenza viva del Signore “in tutte le chiese del mondo”: la cappella del Seminario è punto di riferimento dove tornare con gratitudine per il dono del ministero ordinato e pregare affinché altri giovani possano rispondere alla vocazione al sacerdozio.
Il vescovo Riccardo, che ha presieduto la messa, ha invitato a riflettere sul senso profondo del Seminario, chiedendosi: “A cosa serve il Seminario?”. La risposta non riguarda le funzionalità dell’edificio, ma la sua natura di “casa ospitale” e di luogo di relazioni dove si coltiva l’amicizia intima con Cristo. «Non è questione di essere tanti o pochi – ha sottolineato mons. Battocchio –, di abitare qui, a Treviso, a Sarmeola di Rubano, a Castello Roganzuolo, in parrocchia o altrove: si tratta di abituarsi a vivere con Gesù come amici. Non come amici gelosi di questa amicizia, bensì come amici desiderosi di condividerla con altri». «La speranza – ha poi proseguito – che ciò che il Seminario è e rappresenta, e ciò che rappresenta la cappella della quale celebriamo il 100º anniversario dalla dedicazione, sia riconosciuto da tutta la comunità diocesana come un “bene comune” da accogliere e custodire, con tanta gratitudine per la sua storia, per i vescovi, per gli educatori, per i benefattori, per i seminaristi che qui hanno pregato e per le loro famiglie, per i giovani della Scuola di preghiera che qui si radunano regolarmente per imparare a pregare».
Il vescovo Riccardo ha concluso invitando a guardare al futuro del Seminario con tre atteggiamenti: la gratitudine per la storia vissuta, il coraggio e la creatività necessari per condividere l’amicizia del Cuore di Gesù con l’umanità intera, superando ogni individualismo. AM
(da L'Azione n° 28 di domenica 12 luglio 2026)
Cliccando qui puoi leggere il testo integrale dell'omelia del vescovo Riccardo.













