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Domenica 23 novembre ha preso avvio il primo appuntamento della nuova esperienza di Seminario per i ragazzi e i giovani che frequentano la scuola secondaria di secondo grado. TI chiAMA, questo il nome dell’esperienza che vede coinvolti dieci giovani fra i 14 e i 16 anni nelle due sedi, a Fratta di Oderzo e a Pieve di Soligo. Nella realizzazione della proposta, don Mauro e don Davide collaborano, oltre che con i vicari parrocchiali di Oderzo e Pieve di Soligo, anche con una coppia di giovani sposi, Anna e Davide e una vergine consacrata, Giovanna. Saranno proprio Giovanna e Anna e Davide a raccontarci qualche prima impressione dalla prima settimana vissuta con i ragazzi. 

Ripensando a questi primi giorni trascorsi con i ragazzi del TI chiAMA, mi viene in mente la parola “desiderio”. Se spesso si pensa che i giovani non abbiano desideri profondi o che siano troppo distratti per ascoltarli, mi ha davvero colpito il loro coinvolgersi con determinazione fin da subito con l’obiettivo di mettersi in ricerca e di crescere nella relazione con sé stessi, con gli altri e con Dio. Questo desiderio l’ho visto nei loro occhi, nelle loro parole, nelle loro domande, nei loro atteggiamenti e anche nelle piccole rinunce che qualcuno ha fatto per essere presente il più possibile alla proposta. 

Vedere fin da questi primi passi la loro attenzione nei momenti di riflessione e preghiera e il loro impegno nel vivere la vita comunitaria (anche con le sue fatiche e sfide) è stato davvero incoraggiante anche per noi adulti, un segno tangibile di speranza che siamo chiamati tutti a custodire e coltivare.

Giovanna

 

Pensando a quale parola significativa potrebbe per noi riassumere i primi passi del cammino del TIchiAMA, certamente sceglieremmo la parola "stupore". 

Stupore per la familiarità che ci è stata donata fin dai primi momenti: con i ragazzi, che noi vedevamo per la prima volta. Con le signore che venivano a cucinare, tanto che una di loro dopo qualche giorno ci ha raccontato di come essere lì tutti assieme la facesse sentire in famiglia come quando era bambina; con don Mauro, aiuto grande a ricentrarci sempre sul perché eravamo lì. 

Stupore nel renderci conto che, nonostante i nostri limiti, guardando tutti assieme a Chi ci unisce in questo cammino, la quotidianità diventa di una bellezza disarmante: dalla preghiera alle sei di mattina, ai momenti di canto e gioco, al riordino della casa, alle attività. Stupore, commozione e gratitudine.

Anna e Davide

(da L'Azione n° 48 di domenica 7 dicembre 2025)

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