20190811 XIX Tempo Ordinario C

Lc 12,32-48

Amministratore

Amministratore...fidato e prudente.

Così mi vuole il Signore, nella Chiesa e nel mondo!

Amministratore fidato perché fatto oggetto di una predilezione e di un amore tutti particolari: perché Lui “mi ha amato e ha consegnato tutto se stesso per me” (Gal 2,20), perché Lui ha dato gratuitamente la sua Vita! Tutto quello che ho e possiedo - talenti, capacità, attitudini, passioni… - è dono suo!
Amministratore fidato perché chiamato dal Signore a condividere “i suoi beni”, i suoi sentimenti, i suoi progetti.

Amministratore prudente perché cosciente della grandezza del dono ricevuto; perché cosciente della mia fragilità; perché responsabile nei confronti degli altri fratelli che non hanno ricevuto, o che hanno ricevuto meno…o che non si accorgono di aver ricevuto.
Amministratore prudente perché pronto a riconsegnare in ogni momento al Signore “i suoi beni”, quanto è stato affidato.

La mia vocazione è diventare un buon amministratore, fidato e prudente. Ecco ciò che sono chiamato ad essere, nella Chiesa e nel mondo: uno che ha coscienza di quanto ha ricevuto…al punto da sentirsene responsabile, custode, amministratore!

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più” (Lc 12,28).
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8).

 

Signore Gesù Cristo,
mia redenzione, mia misericordia e salvezza,
io ti lodo e ti rendo grazie.
Per quanto lontanissime dai doni che tu fai,
per quanto molto inferiori alla dedizione che tu meriti,
per quanto troppo scarse davanti alla generosità
del tuo affetto dolcissimo, che pur vorrei avere,
tuttavia ti rende ora la mia anima
queste povere lodi
e questa povera gratitudine:
non è quello che so di doverti
ma è quello che posso tentare.

Speranza del mio cuore, forza della mia anima,
aiuto della mia debolezza,
la tua onnipotente bontà completi
ciò che la mia impotenza poco fervente cerca di fare.
Vita mia, meta del mio intento,
anche se ancore non sono alla misura dell’amore dovuto,
certo però desidero amarti quanto io devo.
Luce mia, tu vedi la mia coscienza,
perché “davanti a te, Signore, è ogni mio desiderio” (Sal 38, 10);
e se qualcosa di buono io voglio, è da te che mi viene.
Se è cosa buona ciò che tu ispiri, Signore,
anzi, poiché è cosa buona che ti voglia amare,
concedi quello che mi fai volere,
concedi che giunga ad amarti quanto chiedi.

Ti lodo e ti ringrazio per il desiderio che mi ispiri;
ti lodo e ti prego che non resti in me senza frutto
quello che spontaneamente hai donato.
Termina ciò cha hai incominciato;
dona ciò che, prevenendomi con amore,
senza mio merito mi hai fatto bramare.

Misericordia infinita, converti il tepore che è in me
Nell’amore più fervente per te…
Mio Signore, mio creatore,
tu che mi sostieni e mi nutri,
sii tu il mio aiuto.

(Anselmo di Aosta, Orazione a Cristo)

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