20190707 XIV Tempo Ordinario C

Lc 10,1-12.17-20

Nel momento in cui Gesù invia i suoi 72 discepoli in missione, li invita prima di tutto a pregare. “Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”.

Ma come - verrebbe da obiettare a Gesù - stai mandando i tuoi, li stai inviando davanti a te per prepararti l’incontro con la gente delle città e dei villaggi che visiterai …e a loro chiedi di pregare il Padre perché mandi nuovi operai per la missione, nuovi annunciatori della Tua Parola?!? Non sarebbe forse più logico far pregare gli altri? Fanno già la loro parte…

Invece no! Il suo atteggiamento dice tutta la cura e la passione di chi sta preparando qualcuno ad una missione, una missione magari non cercata o non pensata in questi termini. Ecco perché bisogna pregare! Perché non è scontato che neppure chi è inviato si senta veramente operaio, perché chi viene inviato magari si aspettava altre modalità…

È importantissimo e doveroso pregare per la vocazione degli altri: è un grande segno di amore per la vita dei fratelli. Tuttavia non è meno importante pregare per la propria vocazione. Nemmeno quando si è già data una risposta!

La preghiera ci aiuta a vivere la missione per quello che è: lavorare per la messe, per la vigna di qualcun altro. Solo attraverso la preghiera, nel colloquio intimo e personale con il Signore, possiamo chiedere a Lui di conformare i nostri desideri, le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre azioni a quelli del Padrone, a quelli suoi. Allora anche noi saremo nuovi operai nella sua messe!

Gesù, fa’ che sappiamo dire grazie
per questa chiamata,
non permetterci di pensare che è cosa troppo grande per noi.
Signore, so che riguarda anche me!
Fa’ che io accetti la tua potenza,
la potenza del tuo Santo Spirito che opera in me!
Fa’ che ti diciamo grazie per la potenza di cui ci fai partecipi
e per la quale ci mandi, ci invii, ci rendi missionari della tua Parola potente.
(da una preghiera di Carlo Maria Martini)

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