Lettura vocazionale del Vangelo domenicale

 

20181209 II Avvento C

Lc 3, 1-6

È arrivato a casa tua un pacco postale. Senza il contrassegno, giacché il Postino sa benissimo quando lo riceverai e lo aprirai. Il mittente è lo stesso che ti chiama a fare cose grandi nella vita, che intercetta il tuo desiderio di bene e di sapore, quello che proprio non ti lascia in pace, che quasi viene a romperti le scatole (e tu in fondo sei felice che lo faccia, perché in questo modo ti vuol dire che… a te ci tiene sul serio!).

Allora, cosa fai? Dai, aprilo. So che vorresti aspettare il 25 dicembre per scartarlo, ma è bene che tu lo faccia adesso. Anzi, oggi.

Se togli la carta, se apri quell’enorme scatolone, ti accorgerai che il regalo è davvero un po’ singolare: un badile, un piccone, una ruspa, un filo a piombo, una pettorina arancione. No, non ha sbagliato destinatario, non era indirizzato agli operai che fanno segnaletica stradale; sei tu quello che è chiamato in questo tempo a “lavorare sul serio”, ad esporre fuori del tuo cuore il cartello “lavori in corso”.

Ci sono strade da raddrizzare, burroni da riempire, colli da abbassare. C’è da dare forma alle traiettorie della vita, c’è da tagliare i viveri alla superbia e alla sufficienza del “bastare a se stessi”, c’è da sostenere e innalzare il senso della preziosità dei tuoi talenti, senza che siano nascosti sotto tonnellate di disprezzo e di vergogna, in qualche discarica ambulante.

Lavori in corso, dunque. Perché Gesù quando verrà vuole vederti al lavoro, e anzi lui con te e prima di te ha già aperto il cantiere.

Signore Gesù,
amico e fratello,
accompagna i giorni dell'uomo
perché ogni epoca del mondo,
ogni stagione della vita
intraveda qualche segno del tuo Regno
che invochiamo in umile preghiera,
e giustizia e pace s'abbraccino
a consolare coloro
che sospirano il tuo giorno.
Ogni età della vita degli uomini
può celebrare la vita
perché tu sei la Vita.
Tu sai che l'attesa logora,
che la tristezza abbatte,
che la solitudine fa paura:
Tu sai che abbiamo bisogno di te
per tenere accesa la nostra piccola luce
e propagare il fuoco
che tu sei venuto a portare sulla terra.
Riempi di grazie
il tempo che ci doni di vivere per te!
Signore Gesù,
giudice ultimo del cielo e della terra, vieni!
La nostra vita sia come una casa
preparata per l'ospite atteso,
le nostre opere
siano come i doni da condividere
perché la festa sia lieta,
le nostre lacrime
siano come l'invito a fare presto.
Noi esultiamo
nel giorno della tua nascita,
noi sospiriamo il tuo ritorno:
vieni, Signore Gesù!
(card. Carlo Maria Martini)

 

Esempio

Lc 21, 25-28. 34-36

Il nuovo anno liturgico inizia con una promessa: "Ecco, verranno giorni nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e di Giuda". L'Avvento è questo stupendo itinerario alla scoperta delle promesse manteute di Dio. A differenza nostra, che spesso non riusciamo a tener fede alla parola data (nelle cose grandi ma anche quelle piccole) Lui è uno che mantiene ciò che promette. E dunque ci si puó fidare, l'alleanza con Lui è fattibile, su di essa si puó fondare un'intera esistenza. Come esprime in modo pregnante questo aggettivo della lingua italiana, il Signore è "attendibile". Il che ha due significati: che la sua parola è veritiera (nessuna menzogna e dunque nessuna delusione per chi ne ascola la voce!) ma anche che un tipo così davvero si può attendere, lo si può aspettare senza timore di ricevere bidonate all'ultimo momento ... Egli è l'Attendibile: per questo possiamo fare "Avvento", celebrare e invocare la sua venuta nel mondo, di Lui che verrà e pagherà ogni nostro debito ancora da estinguere, che nutrirà occhi e cuore con la sua Parola, che asciugherà le lacrime dei figli che gridano a Lui notte e giorno ... Ma c'è da preparare il cuore a questo "Adventus": stando attenti che non si appesantisca il nostro affetto, la volontà, l'intelligenza. Ogni "kilo" di troppo è un ingombro per la nostra corsa appassionata verso la sua luce, che ci raggiunge dal futuro e ci incontra nell'oggi. Sì, ogni promessa è debito, come recita il proverbio. Meglio ancora: nel Regno di Gesù ogni promessa è già sapore di realtà, poiché Egli è l'Attendibile.

Vieni Signore Gesù!
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
(Salmo 24)

 
 

Seminario Vittorio Veneto

 
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