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Eccoci ormai arrivati al termine del mese missionario straordinario voluto da Papa Francesco per “risvegliare la consapevolezza della missio ad gentes e riprendere con nuovo slancio la responsabilità dell’annuncio del Vangelo”. Un messaggio che il Papa ha lanciato alla Chiesa intera già con la Evangelii Gaudium (n. 5): “L’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa”. La missione, quindi, come essenziale alla vita della Chiesa. Non semplicemente una sua opera in aggiunta alle tante, ma la sua essenza, la sua ragion d’essere, conforme al dettato evangelico “andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). Non può esistere cristiano battezzato che non sia per sua natura missionario. Da qui lo slogan del mese missionario straordinario: “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Il mondo di ognuno di noi, quello che calpestiamo ogni giorno, che ci viene incontro, esigente e severo, in auto, in treno, in famiglia, in parrocchia, tra gli amici. Ovunque siamo in missione.

Tra gli aspetti e gli strumenti formativi che gli educatori del Seminario devono considerare attentamente per accompagnare il discernimento vocazionale dei giovani seminaristi, ultimamente hanno fatto comparsa i social media. Con questo obiettivo abbiamo vissuto l’annuale convegno di fine agosto a Roveré Veronese.

Come educatori ci chiediamo come il cammino umano, spirituale, culturale e pastorale dei giovani seminaristi cresca attraverso confronti autentici e veri, non virtuali. I relatori incontrati ci hanno resi consapevoli quanto la rete sia uno spazio da abitare tenendo ben presente però che i social media riflettono effettivamente il modo che abbiamo di essere nella vita off line. La sfida è diventare cristiani e preti che stanno sui social ma non sono dei social.

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Giovedì 17 ottobre abbiamo vissuto una giornata all'insegna della fraternità e della cultura a Illegio, un piccolo borgo incastonato tra i monti della Carnia nei pressi di Tolmezzo. Nella mattinata abbiamo fatto due passi in compagnia, fino alla Pieve di San Floriano, una piccola chiesetta appena sopra a Illegio, una delle più antiche chiese della Carnia. Collocata in una posizione strategica, da questa sommità la vista spazia sullo scenario di monti e vallate volte a nord verso la Carinzia e ad ovest verso il Cadore. Dopo aver un pò faticato abbiamo pranzato, gustando la vista dello splendido scenario, condito anche dai colori autunnali della vegetazione. 

Nel pomeriggio abbiamo fatto visita alla mostra presente in paese dal titolo "Maestri", dove abbiamo ammirato alcune opere riguardanti i grandi maestri della storia e della vita. Attraverso questi quadri abbiamo intravisto alcuni tratti della nostra vita, riportato alla mente noi alunni con il grembiulino o affascinati da qualche apprendista che non ha considerato un tesoro geloso la sua abilità, e prendendoci in simpatia, ci ha aiutati ad imparare a nostra volta. Erano esposti anche dei quadri riguardanti Gesù, il Maestro per eccellenza, colui che è la Via, la Verità e la Vita.

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Lo scorso mercoledì 25 settembre, prima dell'inizio delle lezioni, alla presenza di tutti gli studenti dello Studio teologico interdiocesano di Treviso e Vittorio Veneto, il vescovo Corrado ha benedetto e inaugurato le aule scolastiche rinnovate del  nostro Seminario. Le aule sono state rinfrescate e rimodernate con l'aggiunta di schermi per agevolare le esigenze di studenti e docenti. Si è pensato inoltre di intitolarle ad alcuni santi e beati: San Tommaso d'Aquino, San Cromazio d'Aquileia, Santa Teresa Benedetta della croce e il Beato Giuseppe Toniolo.

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