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Per noi studenti della comunità di Teologia è cominciata la sessione estiva degli esami. Le giornate saranno passate tra libri, appunti e dispense per dare il meglio di noi ai numerosi esami. L'ultima fatica prima delle meritate vacanze estive!

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E' stato un martedì grasso davvero molto bello: noi seminaristi con i ragazzi dell'Open Day siamo stati prima ai carri mascherati di Motta e poi ospiti della parrocchia di Cavolano.

A Motta ci siamo immersi tra la folla che attorniava la sfilata di ben diciassette carri allegorici tra Romani, Egiziani, nani di Baincaneve, i Flinston e i personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie. A chiudere la sfilata il carro del Patronato Don Bosco di Motta con don Fabrizio Casagrande.

A Cavolano il parroco don Ezio Segat ha presieduto la Messa e hanno concelebrato i preti del Seminario. Nella sua omelia don Ezio ha ricordato con entusiasmo e gratitudine la storia della sua chiamata al sacerdozio e il suo periodo di formazione da seminarista. Ha poi ricordato la bellezza della fraternità tra i preti che si costruisce proprio negli anni di Seminario.

Dopo la Santa Messa i volontari della parrocchia ci hanno offerto una gustosissima cena: un segno concreto dell'affetto di don Ezio e dei sui parrocchiani per noi seminaristi. Di tutto questo non possiamo che essere veramente grati.

Alcune foto della serata:

 

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A conlusione della Settimana Vocazionale sentiamo di dover ringraziare molte persone di Oderzo. Innanzitutto un ringraziamento va al parroco don Pierpaolo, a don Lorenzo e a don Egidio per averci accolti nella loro parrocchia ed aver collaborato all'organizzazione della settimana. Un grazie va anche ai padri Giuseppini, in particolare a don Massimo, che ci hanno ospitati al Collegio Brandolini. Infine ringraziamo tutte le persone che, incontrandoci, ci hanno dimostrato la loro vicinanza e la gioia di avere l'occasione di conoscerci. Ringraziamo tutte queste persone perché hanno contribuito a fare della Settimana Vocazionale uno strumento nelle mani del Signore col quale continua a gettare semi buoni sulla nostra terra diocesana.

Ecco alcuni scatti:

 

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Da L’Azione n°5 di domenica 3 febbraio 2019:

La sera del 24 gennaio, con la messa di San Francesco di Sales patrono del Seminario diocesano, ha preso ufficialmente il via “Il Germoglio”, una nuova proposta del Seminario stesso. «È la prima esperienza di Seminario per ragazzi fuori dall’ambiente istituzionale del Seminario strettamente inteso» ha spiegato il rettore don Luigino Zago presentando l’iniziativa al termine della celebrazione presieduta dal Vescovo. Precisamente si parte a Pieve di Soligo, nella foresteria del Collegio Balbi, dove per quattro giorni al mese (dalla domenica sera al giovedì sera), da questo mese di febbraio fino a giugno, un gruppo di ragazzi delle medie (finora sono dieci gli iscritti su di un massimo di dodici) vivranno un’esperienza di vita comunitaria. I ragazzi continueranno a frequentare la loro scuola, come pure – nei limiti del possibile – le attività sportive, musicali, ecc. Nei tempi di vita comunitaria saranno accompagnati gradualmente a stare assieme al Signore e tra di loro, in un cammino di preghiera e cura spirituale, condividendo i pasti, lo studio, il divertimento e il riposo. Ad animare la comunità il cappellano di Pieve don Domenico Valentino, una coppia di sposi, Evelyn e Mauro Bernardi, di Farra, assieme ai loro bambini Mariachiara, Angelo e l’ultimo arrivato Domenico, e in stretta collaborazione con l’educatore del Seminario minore don Paolo Astolfo. L’iniziativa è stata preparata da incontri di presentazione in tutte le parrocchie del Quartier del Piave, coinvolgendo in particolare sacerdoti e catechisti, e infine dalla promozione negli incontri di catechismo e direttamente ad alcuni ragazzi. «L’idea è nata nell’autunno del 2017 quando il Vescovo con il rettore don Gianluigi Papa hanno avviato una riflessione che ha avuto come esito la piena convinzione della bontà e della significatività della proposta formativa di discernimento vocazionale che il Seminario minore continua ad offrire alla nostra Chiesa diocesana, nonostante le presenze dei ragazzi e dei giovani, soprattutto in questi ultimi anni, siano venute ad essere poco numerose – ha spiegato giovedì scorso don Luigino Zago –. Nello stesso tempo la riflessione ha fatto emergere una sorta di urgenza e quindi di necessità, viste le condizioni attuali in cui si trovano a crescere e a maturare i nostri ragazzi: bisogna avvicinarsi a loro, farsi “più prossimi”; più prossimi alle loro famiglie, ai loro educatori, insegnanti, catechisti, animatori a vari livelli; più prossimi ai loro contesti di vita». All’équipe del Germoglio il vescovo Corrado ha donato un segno: una pianta di ciliegio. È un invito per i ragazzi che ci sono e per quelli che verranno a “rimanere per portare molto frutto”, a gustare l’esperienza dello stare assieme, con il Signore e tra loro, per portare frutti buoni nella propria vita, come in quella delle nostre comunità parrocchiali e del Seminario, così come è capace di fare un ciliegio. «Nei suoi 432 anni di storia  il Seminario si è sempre evoluto – ha commentato il Vescovo consegnando il ciliegio –. La nascita de “Il Germoglio” è un passaggio, una scelta bella e coraggiosa,  ma soprattutto necessaria in questo momento».

 

 
 

Seminario Vittorio Veneto

 
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