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Da L’Azione n°5 di domenica 3 febbraio 2019:

La sera del 24 gennaio, con la messa di San Francesco di Sales patrono del Seminario diocesano, ha preso ufficialmente il via “Il Germoglio”, una nuova proposta del Seminario stesso. «È la prima esperienza di Seminario per ragazzi fuori dall’ambiente istituzionale del Seminario strettamente inteso» ha spiegato il rettore don Luigino Zago presentando l’iniziativa al termine della celebrazione presieduta dal Vescovo. Precisamente si parte a Pieve di Soligo, nella foresteria del Collegio Balbi, dove per quattro giorni al mese (dalla domenica sera al giovedì sera), da questo mese di febbraio fino a giugno, un gruppo di ragazzi delle medie (finora sono dieci gli iscritti su di un massimo di dodici) vivranno un’esperienza di vita comunitaria. I ragazzi continueranno a frequentare la loro scuola, come pure – nei limiti del possibile – le attività sportive, musicali, ecc. Nei tempi di vita comunitaria saranno accompagnati gradualmente a stare assieme al Signore e tra di loro, in un cammino di preghiera e cura spirituale, condividendo i pasti, lo studio, il divertimento e il riposo. Ad animare la comunità il cappellano di Pieve don Domenico Valentino, una coppia di sposi, Evelyn e Mauro Bernardi, di Farra, assieme ai loro bambini Mariachiara, Angelo e l’ultimo arrivato Domenico, e in stretta collaborazione con l’educatore del Seminario minore don Paolo Astolfo. L’iniziativa è stata preparata da incontri di presentazione in tutte le parrocchie del Quartier del Piave, coinvolgendo in particolare sacerdoti e catechisti, e infine dalla promozione negli incontri di catechismo e direttamente ad alcuni ragazzi. «L’idea è nata nell’autunno del 2017 quando il Vescovo con il rettore don Gianluigi Papa hanno avviato una riflessione che ha avuto come esito la piena convinzione della bontà e della significatività della proposta formativa di discernimento vocazionale che il Seminario minore continua ad offrire alla nostra Chiesa diocesana, nonostante le presenze dei ragazzi e dei giovani, soprattutto in questi ultimi anni, siano venute ad essere poco numerose – ha spiegato giovedì scorso don Luigino Zago –. Nello stesso tempo la riflessione ha fatto emergere una sorta di urgenza e quindi di necessità, viste le condizioni attuali in cui si trovano a crescere e a maturare i nostri ragazzi: bisogna avvicinarsi a loro, farsi “più prossimi”; più prossimi alle loro famiglie, ai loro educatori, insegnanti, catechisti, animatori a vari livelli; più prossimi ai loro contesti di vita». All’équipe del Germoglio il vescovo Corrado ha donato un segno: una pianta di ciliegio. È un invito per i ragazzi che ci sono e per quelli che verranno a “rimanere per portare molto frutto”, a gustare l’esperienza dello stare assieme, con il Signore e tra loro, per portare frutti buoni nella propria vita, come in quella delle nostre comunità parrocchiali e del Seminario, così come è capace di fare un ciliegio. «Nei suoi 432 anni di storia  il Seminario si è sempre evoluto – ha commentato il Vescovo consegnando il ciliegio –. La nascita de “Il Germoglio” è un passaggio, una scelta bella e coraggiosa,  ma soprattutto necessaria in questo momento».

 

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